Jeff Koons a Firenze

ancora arte contemporanea a Palazzo Strozzi

Shine, brillare, lucentezza, o come suggerisce l’artista, riflesso, riflessione. Quella dello spettatore che si riflette – qui letteralmente – nell’opera, e dello spettatore che riflette su ciò che sta guardando, sullo ‘spettacolo’. Per Koons l’arte è negli occhi di chi guarda, come ha affermato più volte. “Penso che quando esci dalla sala, ne esca anche l’arte.L’arte riguarda le tue potenzialità come essere umano.Riguarda la tua eccitazione, il tuo potenziale e ciò che puoi diventare. Afferma la tua esistenza.

Notevole sforzo industriale-artigianale per la creazione di queste opere, e un risultato senza difetti, lo sguardo scivola lieto sulle superfici luccicanti, rassicurato dalle forme che rappresentano oggetti rassicuranti – una ballerina, un coniglietto, un cane fatto di palloncini.

Resta il dubbio se non fosse più interessante la strada presa dal primo Koons, con ready-made come questo…

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