SCRIVERE UN ESAME

PRIMA PARTE: COMPRENSIONE SCRITTA

Da trent’anni preparo esami per gli studenti di italiano come L2. Vi racconto come faccio. Un esame è composto da varie parti, oggi vi parlo della cosidetta “comprensione scritta”. Il candidato riceve dei testi scritti che deve leggere e comprendere, dimostrando la comprensione attraverso la risposta ad alcune domande. Per il preparatore di testi si tratta non tanto di scrivere quanto di scegliere dei testi reali (cioè pubblicati su giornali, riviste etc.) adatti a verificare le capacità di comprensione da parte degli studenti.

Per scegliere il testo giusto occorre ovviamente leggere molto, e io faccio delle vere e proprie sedute di lettura specifica per l’esame, secondo il livello richiesto. Ma come dice la mia collega Lorenza, quando cominci a scrivere esami sviluppi una sorta di sesto senso, che fa suonare un campanello di allarme appena ti capita di leggere qualcosa anche lontanamente utile per la redazione di un esame. A quel punto memorizzi l’articolo tra i preferiti o fai copia incolla del brano che interessa; ai vecchi tempi ritagliavi l’articolo, o lo fotocopiavi, e avevi sempre una busta piena di ritagli che sarebbero potuti tornare utili…

La redazione di un esame, raccontata da Alberto

Quali sono le caratteristiche per cui un articolo è adatto ad essere inserito in un esame come “comprensione del testo”? Direi che deve essere:

-adeguato al livello: questa è più una direzione, la ricerca di una approssimazione, perché un articolo proveniente dal mondo reale conterrà sempre qualche termine, forma grammaticale o sintattica, costruzione che “esce” dai limiti indicati dai livelli dell’ELP. A questo si ovvia costruendo delle domande che “riportino” per quanto possibile entro i limiti del livello: domande più semplici se l’articolo tende ad essere più difficile, domande più complesse se l’articolo tende verso il troppo semplice (caso più raro, direi)

-scritto in maniera piana: avrei voluto dire “scritto bene”… nel senso che ci devono essere soggetti, predicati e complementi in bell’ordine, concetti espressi in modo chiaro e sintetico (facendo questa attività è necessario il cosidetto “close reading”, e allora ci si rende conto di quanto siano spesso confusi e pieni di ripetizioni gli articoli dei giornali, sopratutto dei quotidiani, talvolta molto prolissi e con vari errori di grammatica e sintassi, ma si sa, spesso i giornalisti lavorano in condizioni non ideali e in tempi rapidissimi).

-pieni di senso: una volta scelto l’articolo occorre costruire delle domande volte a verificare la comprensione dello studente, quasi sempre a scelta multipla. Il numero delle domande è indicato dall’esame, di solito sono quattro o cinque per un testo che non deve superare la pagina, meglio la mezza pagina. Per fare domande sensate su un testo breve occorre quindi che il testo in causa “dica” abbastanza in poco tempo: sia insieme sintetico e informativo.

-interessante: il testo deve essere letto volentieri, in modo che l’attenzione dello studente sia tenuta viva e così la concentrazione: in questo modo il risultato sarà sicuramente migliore. Per questo di solito scelgo testi che diano informazioni non banali, o basati su statistiche inaspettate, con risultati magari controintuitivi. Il fatto che il testo devii almeno in parte da ciò che ci si aspetta permette di verificare meglio la comprensione del testo stesso al di là delle conoscenze pregresse dello studente sulle ‘cose del mondo’.

…questa parola viene dal greco !

Il nuovo seminario in diretta Facebook di Scuola Toscana

Su 250.000 termini censiti dal Lessico della Lingua Italiana, oltre 3000 vengono dal greco antico. Molti ci arrivano direttamente sia nella forma che nel significato (trauma, sistema, analisi) altri sono stati modificati, per esempio passando attraverso il latino, altri ancora li utilizziamo per nominare cose che al tempo dei greci non esistevano – per esempio, il periscopio, che si usa nei sottomarini e che viene da perì- (intorno) e -skopeo (guardo), o il dinosauro (deinos, terribile, sauros, lucertola). I prefissi e suffissi di origine greca che utilizziamo sono numerosissimi, e conoscendoli anche uno straniero che ha cominciato da poco a studiare italiano può capire subito tanti termini tecnici, e tanti neologismi.

Nel mio seminario faremo un piccolo viaggio nel tempo ricercando alcune di queste parole prese in prestito dalla lingua greca antica, impareremo delle nuove parole e modi per costruirne. Il seminario è per tutti, anche per chi solo da poco tempo studia italiano. Ampliare il lessico serve a tutti ! Ci vediamo su Facebook, domenica 17 gennaio alle 16.

A presto !

Alberto