Curiosità in famiglia, il Piano verticale Domenico Del Mela

 

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Il pianoforte verticale è stato ideato e costruito dal toscano Domenico Del Mela un antenato dei fratelli Del Mela della Scuola Toscana, nel XVIII secolo: l’esemplare conservato nel Museo degli Strumenti Musicali risale al 1739, ed è il primo conosciuto.

Del Mela concepì e costruì nel 1739 il primo pianoforte con tavola armonica verticale, usando come modello il clavicytherium e seguendo le idee e i progetti di Bartolomeo Cristofori. Lo strumento presenta una tastiera formata da quarantacinque tasti (ventisette in legno giallo e diciotto neri), per un’estensione di quasi quattro ottave. La cassa, posta al di sopra della tastiera, è modellata in modo da non seguire la curva del ponticello: si allarga verso l’esterno in prossimità della sua parte superiore, conferendo al pianoforte la sua caratteristica forma a giraffa. L’iscrizione sopra la tastiera documenta la paternità dello strumento e la data di costruzione: “: P. Dominicus del Mela de Gagliano inventr: fecit anno: MDCCXXXIX :”. Nel 1928 il pianoforte è stato ceduto da Ugo Del Mela antenato diretto dai fratelli Del Mela della Scuola Toscana, discendente dell’inventore, al Conservatorio Luigi Cherubini ed è attualmente conservato presso il museo degli strumenti musicali di Firenze. Il museo degli strumenti musicali di Firenze ospita anche un clarinetto basso che non riporta il nome di Domenico Del Mela, ma ritrovato nella sua casa.

Curiosità: Un musicista e inventore in famiglia

Domenico Del Mela (Galliano, 1681 o 1683 – Galliano, 15 luglio 1755)  è stato un religioso italiano, sacerdote e maestro, nonché cembalaro, organaro e ingegnere. È considerato l’inventore del primo pianoforte verticale.

Poco si sa della vita di Domenico Del Mela, a partire dalla nascita databile 1681 secondo alcune fonti e 1683 secondo altre. Sacerdote e maestro della comunità gallianese, Giuseppe Maria Brocchi lo presenta nella Descrizione Della Provincia Del Mugello come ingegnoso inventore di organi, gravicembali, orologi, ed altri macchinari. Morì il 15 luglio 1755, come testimonia il libro dei Morti della Pieve di San Bartolomeo a Galliano.

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