SCRIVERE UN ESAME

SECONDA PARTE: CLOZE GRAMMATICALI

Nella didattica moderna si pretende sempre più che gli esercizi, e a maggior ragione i test che servono a certificare la conoscenza della lingua, siano realistici. Non voglio entrare nella annosa discussione su cosa sia un testo reale, o quanto debba essere il grado di realtà che si deve lasciare entrare in un esame (rumori di fondo nell’esame auditivo, idiomi dialettali o letterari nei testi da leggere etc.). Nella pratica, sopratutto per gli esami dal livello B1 in su, di cui si occupa più spesso il sottoscritto, si tratta di trovare un testo comprensibile al livello richiesto dall’esame, e che contenga quegli elementi grammaticali che si vogliono testare. Anche qui vale la regola abbastanza ovvia che i testi scelti siano ben scritti , in una lingua piana, semplice, con una costruzione ordinata, senza troppe figure retoriche. Con l’esperienza, finisce che si va sempre a cercare sulle stesse pubblicazioni, che siano o meno online. La qualità degli articoli varia tantissimo, e non è che i giornali più famosi siano necessariamente i più adatti.

Personalmente, cerco di avere bene in testa l’argomento principale oggetto della prova, poi mi metto alla ricerca di tre o quattro testi che contengano in quantità esempi dell’argomento, dopodiché li metto in competizione fino a trovare quello che – oltre all’argomento principale che voglio testare, contenga maggiore varietà di altri argomenti validi per quel livello.

Per fare un esempio pratico, se l’argomento principale da esaminare è il futuro vado a cercare qualche testo in cui si parli di previsioni per l’anno prossimo, o per il prossimo millennio, magari uno di economia su un quotidiano, uno su una rivista di divulgazione di scienze o tecnologia, uno di moda (le prossime collezioni) e scelgo alcuni articoli che mi sembrano ben scritti. Fra questi ne trovo per esempio uno con un’intervista, dove l’intervistato usa anche il presente e il passato prossimo, e magari fa buon uso di pronomi. Ecco che questo diventa il testo giusto, e su questo comincio a lavorare, togliendo lessemi per costruire i cloze.

Togliere le parole o nascondere le coniugazioni è un lavoro delicato, occorre controllare continuamente che il senso dell’articolo rimanga sempre chiaro, in modo che il candidato comprenda il testo anche senza gli elementi su cui gli si chiede di lavorare. Bisogna fare anche attenzione che alle possibili risposte alternative oltre a quelle a cui pensa il preparatore del test. Può succedere che ci siano altri modi di riempire il cloze, oltre a quelli che indicava l’articolo, altrettanto giusti, e vanno riportati nelle chiavi come corretti. Il compito del candidato non è ‘indovinare la parola che ha pensato l’esaminatore’, come si vede troppo spesso in alcuni esami anche piuttosto famosi… L’unico modo per cavarsela è leggere, e rileggere, e rileggere ancora – meglio se a qualche giorno di distanza tra una lettura e l’altra.

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