Lingua e vino

Scuola Toscana insieme agli amici di Wineonline per offrirvi una lezione di italiano davvero speciale: Bernardo Conticelli – esperto internazionale di vino – terrà una lezione sulla produzione del vino in Italia, che seguirete sul vostro computer da casa mentre assaggerete i quattro vini proposti per la lezione – che vi arriveranno per posta !

Un modo diverso di imparare la lingua, e approfondire la cultura del vino. Informazioni e prezzi (speciali): info@scuola-toscana.com

Amici di Scuola Toscana : un blog

Il blog della nostra amica Gabriella

Questa volta vi segnaliamo un bellissimo blog di viaggio, della nostra amica e studentessa argentina Gabriella, che ha seguito un corso di storia dell’arte a Scuola Toscana qualche anno fa e che tornerà presto a trovarci di nuovo !

http://gabriellainviaggio.blogspot.com/2016/11/inferno-something-to-remember.html?q=florencia

Se siete state a Scuola Toscana e avete anche voi un blog – segnalatecelo !

Festa della mamma

Oggi in Italia, e in molti altri Paesi del Mondo, si festeggia la festa della mamma. I simboli di questa festa sono il colore rosso, i cuori e la rosa, fiore che rappresenta l’affetto dei figli. Tradizionalmente, infatti, i figli regalano fiori alle mamme e preparano per loro bigliettini con messaggi d’affetto!

Per scoprire come preparare, in modo semplice e veloce, un biglietto di auguri in italiano (e imparare a descrivere una persona), scaricate l’attività qui sotto.

E nel vostro Paese si festeggia la festa della mamma? Quando? Come? Raccontatelo nei commenti!

La festa dei lavoratori

                                                

Quest’anno più che mai, dedicare un giorno a celebrare il lavoro è importantissimo. Conoscete la storia della festa del primo maggio? Se siete curiosi, leggete qua!

E poi fateci sapere se anche nei vostri paesi si celebra la festa del lavoro, quando e come si festeggia. Noi siamo curiosi…

La Scuola Toscana dietro le quinte: intervista a Lorenzo

1.Perché hai deciso di fare l’insegnante ? Il caso o la volontà ?

Un po’ per inclinazione (aiutavo i compagni e le compagne già da studente), molto per pigrizia.

2. L’insegnante è un personaggio pubblico, quindi è geloso della propria vita privata. Ma puoi raccontarci qualcosa … di inatteso, di divertente, di interessante ? Promettiamo di non dirlo a nessuno…

Credo di essere piuttosto prevedibile. Forse potrei ricordare la mia passione, non ricambiata, per la pallacanestro (il basket). Da ragazzo giochicchiavo nei giovani di Siena, e mi capitava di incrociare un bambino, molto più piccolo di me e appena un po’ più bravo, che palleggiava e tirava con grande rapidità. Era figlio di un giocatore di Pistoia: Joe Bryant. Si chiamava Kobe.

3. L’insegnante è un personaggio sempre in vista: qual è il tuo outfit preferito ?

Cosa significa “outfit”?


4. La domanda con l’imperfetto: come eri da piccolo ?

Avevo un brutto carattere, e dovevo avere un aspetto piuttosto femminile. Le amiche di mamma si complimentavano: “Che bella bambina!”


5.La domanda col condizionale: cosa faresti con un milione di euro ?

Mi riposerei un po’; viaggerei; mi dedicherei allo studio e alla scrittura. Sosterrei alcune cause in cui credo: l’ecologia, il disarmo.

6.La domanda con il verbo piacere : cosa ti piace del tuo lavoro ? 


Mi piace il fatto di incontrare persone diverse, che hanno molto da insegnarmi. Mi sembra di viaggiare senza muovermi dalla mia città. Mi piace il fatto che molti studenti ritornano: e diventano amici veri, e li vedi crescere e cambiare a fianco a te. Mi piace anche il fatto di lavorare per due brave persone.

Scuola Toscana dietro le quinte: intervista a Silvia

1. perché hai deciso di fare l’insegnante ? il caso o la volontà ?

Io sono laureata in storia dell’arte e la passione per lo studio e la divulgazione probabilmente l’ho sempre avuta. Ho scoperto la scuola per caso, cercando un lavoro stagionale che potesse permettermi di mantenermi fuori casa. Così ho iniziato con i corsi d’arte ma è dopo aver provato l’insegnamento dell’italiano vero e proprio che posso dire di essermi innamorata di questo lavoro! Un vero e proprio colpo di fulmine!

2. L’insegnante è un personaggio pubblico, quindi è geloso della propria vita privata. Ma puoi raccontarci qualcosa … di inatteso, di divertente, di interessante ? Promettiamo di non dirlo a nessuno…

Beh, se l’insegnante è un personaggio pubblico.. io nella mia vita privata sono l’opposto! Amo ritagliarmi i miei spazi e condividerli con pochi intimi. Il mio momento preferito è quando, rientrata a casa dopo una giornata di “pubbliche relazioni”, mi siedo sul divano e ascolto i miei vinili, bevendo una bella birra fresca.

3. L’insegnante è un personaggio sempre in vista: qual è il tuo outfit preferito ?

Devo ammettere che nonostante la moda sia il fiore all’occhiello del mio paese, io non posso certo ritenermi un’appassionata. Tutt’altro! Amo la comodità, le linee morbide e i colori scuri; in estate “oso” un po’ di più e qualche vestito fresco e colorato non me lo lascio scappare!

4. La domanda con l’imperfetto: come eri da piccola/o ?

Direi: sognatrice, creativa e riservata. Non amavo stare al centro dell’attenzione e passavo intere giornate a disegnare e colorare. A casa mia non potevano mai mancare fogli di carta e pennarelli! Ero anche una discreta sportiva, dall’età di 5 anni in poi ho sempre giocato a pallavolo, uno sport che mi ha dato tanto.

5.La domanda col condizionale: cosa faresti con un milione di euro ?

Sicuramente mi comprerei una casa un po’ più grande con un bel giardino per fare tante grigliate!

Poi regalerei una barca ai miei genitori, un bel gozzo, una imbarcazione da pesca tipica della Liguria. La mia famiglia infatti è ligure e io sono nata a La Spezia, una piccola città sul mare vicino alle Cinque Terre. Esplorare le bellezze della mia terra, via mare, ve lo garantisco , ha tutto un altro sapore!
Infine, con la restante parte, viaggerei. Ho una lista di luoghi da visitare infinita.

6.La domanda con il verbo piacere : cosa ti piace del tuo lavoro ? 

La cosa più gratificante in assoluto è quando studenti provenienti da tutto il mondo con culture, pensieri e retaggi differenti riescono grazie al tuo aiuto a comunicare e condividere. Dare a loro voce non ha prezzo!

Per il resto, fare l’insegnante di italiano per stranieri è maledettamente divertente. Ogni mattina è un po’ come “andare in scena”!

Scuola Toscana dietro le quinte: intervista a Valentina !

1. Perché hai deciso di fare l’insegnante? il caso o la volontà ?

Come succede spesso, il caso si è unito alla volontà! Ho iniziato a fare l’insegnante di italiano per stranieri come attività di volontariato e mi è piaciuto talmente tanto che ho deciso di provare a farlo come lavoro e così ho iniziato un percorso di studi per avere le conoscenze necessarie, e alla fine eccomi qua!

2. L’insegnante è un personaggio pubblico, quindi è geloso della propria vita privata. Ma puoi raccontarci qualcosa … di inatteso, di divertente, di interessante?

Promettiamo di non dirlo a nessuno…

Sono nata a Carrara, una piccola città sul mare, conosciuta per il suo bellissimo marmo bianco (quello del David!). Queste due cose, mare e marmo, sono dentro di me: il mare, perché con la sua apertura mi ha trasmesso la voglia di spostare sempre l’orizzonte e conoscere sempre cose nuove, il marmo perché sono tenace e testarda, o come si dice a Carrara “dura come il marmo!”. Corro al mare ogni volta che posso, in estate e in inverno!

Per il resto, guardo moltissime serie tv, sono gelosa della mia collezione di vinili e per rilassarmi ho un passatempo un po’ antico: mi piace ricamare!

3. L’insegnante è un personaggio sempre in vista: qual è il tuo outfit preferito?

Posso dire che in questo caso, decisamente non rientro nello stereotipo delle donne italiane, sempre eleganti e alla moda. Al contrario, non mi piace seguire le mode e preferisco portare vestiti comodi e semplici. Amo il colore nero ed esco raramente di casa senza i miei anfibi. Mi piacciono i gioielli, quindi metto sempre anelli, braccialetti e orecchini, che compro come souvenir di viaggio in ogni città che visito.

4. La domanda con l’imperfetto: come eri da piccola/o ?

Da bambina ero molto vivace, non stavo mai ferma e mi piaceva stare all’aria aperta: passavo le giornate insieme a mia sorella, i miei cugini e gli amici del quartiere fuori casa con la bicicletta e con i pattini. Anche da piccola amavo molto la musica: avevo una radio arancione con un microfono, cantavo e volevo l’attenzione di tutta la mia famiglia…poveri loro! Nei momenti più tranquilli, mi piaceva molto leggere: preferivo le storie di fantascienza.

5. La domanda col condizionale: cosa faresti con un milione di euro?

Semplice: comprerei una barca a vela e viaggerei per mare!

6.La domanda con il verbo piacere : cosa ti piace del tuo lavoro ? 

Mi piacciono molte cose del mio lavoro: prima di tutto è sempre diverso, non c’è mai un giorno uguale a un altro. Mi piace conoscere tante persone nuove e tante culture differenti. Mi piace pensare sempre a idee nuove, confrontarmi con i colleghi e usare la creatività, ancora di più quando lavoro con i bambini. Mi piace conoscere meglio gli studenti ogni giorno per capire cosa può essere più utile e allo stesso tempo divertente per loro e mi piace divertirmi insieme a loro. Mi piace insegnare perché imparo ogni giorno!

Scuola Toscana dietro le quinte: intervista a Alberto

Perché hai deciso di fare l’insegnante? Il caso o la volontà?

Una volta qualcuno ha detto che le cose possono succedere quando la passione incontra una possibilità di esprimersi, ed io sono d’accordo. 

Quando ero piccolo, dicevo sempre che volevo fare l’insegnante di Italiano (anche se in quel momento non immaginavo che avrei insegnato agli stranieri). Ho da sempre una passione per l’insegnamento, così, quando nel Marzo del 2008 ho letto l’annuncio di una scuola di italiano per stranieri che cercava un insegnante, ho colto subito l’occasione. 

Amo il mio lavoro e trovo che il mio background di Psicologia mi aiuti moltissimo nel farlo al meglio possibile! 

L’insegnante è un personaggio pubblico, quindi è geloso della propria vita privata. Ma puoi raccontarci qualcosa…di inatteso, di divertente, di interessante? Promettiamo di non dirlo a nessuno…

In generale, credo di avere un animo artistico da sempre non completamente espresso. Amo la musica (suono la chitarra e un po’ di pianoforte e ho studiato canto), mi piace molto scrivere (il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro), mi piacciono tutte le cose creative (soprattutto cucinare, disegnare e scattare fotografie) e – ma questo non è un mistero per i miei studenti! – mi piacciono molto il fitness e lo sport. 

L’insegnante è un personaggio sempre in vista: qual è il tuo outfit preferito?

In generale, vesto molto casual (un paio di jeans e un maglione), ma dipende dai giorni. Qualche volta, mi piace vestirmi un po’ più elegante e indosso abiti e colori più ricercati. Tuttavia, se venite a scuola a cercarmi, molto probabilmente mi troverete con i miei jeans e il mio maglione preferito. 

La domanda con l’imperfetto: com’eri da piccolo?

Di certo ero un bambino molto tranquillo. Mi piaceva molto leggere, disegnare e giocare con il Lego. Ero un bambino timido, silenzioso e un grande osservatore. Avevo (ed ho!) una grande immaginazione e cercavo già di esprimere la mia creatività disegnando storie ed inventando personaggi. Adoravo ascoltare e leggere le favole (le mie preferite erano quelle russe) e già da piccolo amavo moltissimo la musica: ascoltavo Michael Jackson e Madonna già quando avevo 5 o 6 anni! 

La domanda con il condizionale: cosa faresti con un milione di euro?

Prima di tutto, comprerei una casa con il giardino immersa nella campagna toscana. In questa casa, avrei un bellissimo studio che riempirei di libri, arte moderna e musica. Mi piace la vita tranquilla, ma credo anche che viaggerei molto e visiterei posti in cui non sono mai stato. Infine, sicuramente risparmierei un po’ di quei soldi dopo averne dati un po’ alla mia famiglia. 

La domanda con il verbo piacere: cosa ti piace del tuo lavoro?

Mi piace molto conoscere culture diverse ma, soprattutto, amo stare con le persone e adoro la compagnia degli studenti e ascoltare i racconti dei loro paesi, delle loro abitudini e di quello che non conosco delle loro tradizioni.
Insegnare è un lavoro che lascia un po’ di spazio alla creatività, che per me è molto importante. Inoltre, amo insegnare e trasmettere la passione per l’italianità e per la mia cultura. Infine, insegnare è per me molto divertente e ho scoperto così che, se si ha un lavoro che si ama, in realtà sembra di non lavorare mai! 

Scuola Toscana dietro le quinte: Intervista a Luisa

D: Ciao Luisa !

R: Salve gente!!! Io sono Luisa

D: Perché hai deciso di fare l’insegnante ? il caso o la volontà ?

R: Ho deciso di fare l’insegnante per caso. Alla Scuola Toscana cercavano insegnanti madrelingua e mi sono lanciata in questa avventura. Mi è piaciuta e dal 2013 faccio parte della squadra.

D: L’insegnante è un personaggio pubblico, quindi è geloso della propria vita privata. Ma puoi raccontarci qualcosa … di inatteso, di divertente, di interessante ? Promettiamo di non dirlo a nessuno…

R: Sono come mi vedete, spiritosa, rumorosa e con tanta voglia di giocare.
Mi piacciono molto i colori ed il giorno del mio matrimonio indossavo le Converse rosse. Ancora oggi sono fiera della mia scelta!

D: L’insegnante è un personaggio sempre in vista: qual è il tuo outfit preferito ?

R: Il mio outfit preferito è sicuramente colorato! Amo indossare collane ed orecchini artigianali di tutti i tipi di materiali. Anche la foto prova quello che scrivo.
E, non possono mancare le scarpe da ginnastica, in estate sostituite dai comodissimi Birkenstock abbinati a gonne fresche, lunghe ed ovviamente variopinte.

D: La domanda con l’imperfetto: come eri da piccola/o ?

R: Fino a quattro anni circa ero una bambina silenziosa, tranquilla e solitaria. Parlavo poco. I miei genitori erano preoccupatissimi: è anche per questo che in quel periodo nacque il fratellino. Poi è arrivata la trasformazione totale e di quella bambina oggi non esiste più traccia.

D: La domanda col condizionale: cosa faresti con un milione di euro ?

R: Non sono mai stata una grande amante dei soldi, che seppur necessari, generano litigi, problemi e odio. Sicuramente con qualche soldino in più, viaggerei: ci sono mete che vorrei scoprire..Cuba, il Sud Africa, la Nuova Zelanda. Mai dire mai…si dice che “la speranza è l’ultima a morire” ed in cuor mio conservo il desiderio di riuscire a conoscere queste terre, per me “magiche”.

D: La domanda con il verbo piacere : cosa ti piace del tuo lavoro ? 

R: Cerco di fare al meglio il mio lavoro e vedere le persone soddisfatte dell’esperienza alla nostra scuola, mi riempie il cuore di gioia. Evviva l’italiano alla Scuola Toscana!!
Vi aspettooooo!

APERITIVO TIME

For every Italian the aperitivo is a very important tradition and a part of the everyday life. An aperitivo is normally an alcoholic drink with a light meal after a hard-working day, which Italians usually enjoy at the end of the day with some friends. While drinking it, a calm and relaxed atmosphere prevails and everyone communicates with each other and leaves work-problems behind them. In other words, it’s like a warmup for the dinner. In every town and country of the Italian peninsula you’ll find lots of bars and restaurants that offer the traditional aperitivo. The snacks that claim the aperitivo normally are salty and don’t replace the dinner. Typical snacks are for example, small pieces of pizza, meat balls, cheeses and a lot of other delicious finger-food. Initially it was a tradition that started in northern Italy, in the area of Milan. Time by time it spread out and now it’s all over Italy. Here in Florence, the aperitivo is also a very common thing and very loved by tourists. The special thing of the florentine aperitivo is that you can enjoy it while watching the sunrise all over the city, as there are a lot of rooftop bars that are specialized for the aperitivo. As the sun goes down thousands of colors spread awide and Florence looks like a kind of paradise. The only thing is that these rooftop bars are often fully booked and you need a reservation, especially on the weekends. So, if you want to experience such an unforgettable moment please make sure to have a reservation. If you are travelling to Italy one day, hopefully to Florence, don’t miss the chance to experience such a nice thing and don’t forget to stop a long and take pictures.