Lingua e vino

Scuola Toscana insieme agli amici di Wineonline per offrirvi una lezione di italiano davvero speciale: Bernardo Conticelli – esperto internazionale di vino – terrà una lezione sulla produzione del vino in Italia, che seguirete sul vostro computer da casa mentre assaggerete i quattro vini proposti per la lezione – che vi arriveranno per posta !

Un modo diverso di imparare la lingua, e approfondire la cultura del vino. Informazioni e prezzi (speciali): info@scuola-toscana.com

La festa dei lavoratori

                                                

Quest’anno più che mai, dedicare un giorno a celebrare il lavoro è importantissimo. Conoscete la storia della festa del primo maggio? Se siete curiosi, leggete qua!

E poi fateci sapere se anche nei vostri paesi si celebra la festa del lavoro, quando e come si festeggia. Noi siamo curiosi…

La Scuola Toscana dietro le quinte: intervista a Lorenzo

1.Perché hai deciso di fare l’insegnante ? Il caso o la volontà ?

Un po’ per inclinazione (aiutavo i compagni e le compagne già da studente), molto per pigrizia.

2. L’insegnante è un personaggio pubblico, quindi è geloso della propria vita privata. Ma puoi raccontarci qualcosa … di inatteso, di divertente, di interessante ? Promettiamo di non dirlo a nessuno…

Credo di essere piuttosto prevedibile. Forse potrei ricordare la mia passione, non ricambiata, per la pallacanestro (il basket). Da ragazzo giochicchiavo nei giovani di Siena, e mi capitava di incrociare un bambino, molto più piccolo di me e appena un po’ più bravo, che palleggiava e tirava con grande rapidità. Era figlio di un giocatore di Pistoia: Joe Bryant. Si chiamava Kobe.

3. L’insegnante è un personaggio sempre in vista: qual è il tuo outfit preferito ?

Cosa significa “outfit”?


4. La domanda con l’imperfetto: come eri da piccolo ?

Avevo un brutto carattere, e dovevo avere un aspetto piuttosto femminile. Le amiche di mamma si complimentavano: “Che bella bambina!”


5.La domanda col condizionale: cosa faresti con un milione di euro ?

Mi riposerei un po’; viaggerei; mi dedicherei allo studio e alla scrittura. Sosterrei alcune cause in cui credo: l’ecologia, il disarmo.

6.La domanda con il verbo piacere : cosa ti piace del tuo lavoro ? 


Mi piace il fatto di incontrare persone diverse, che hanno molto da insegnarmi. Mi sembra di viaggiare senza muovermi dalla mia città. Mi piace il fatto che molti studenti ritornano: e diventano amici veri, e li vedi crescere e cambiare a fianco a te. Mi piace anche il fatto di lavorare per due brave persone.

Scuola Toscana dietro le quinte: intervista a Alberto

Perché hai deciso di fare l’insegnante? Il caso o la volontà?

Una volta qualcuno ha detto che le cose possono succedere quando la passione incontra una possibilità di esprimersi, ed io sono d’accordo. 

Quando ero piccolo, dicevo sempre che volevo fare l’insegnante di Italiano (anche se in quel momento non immaginavo che avrei insegnato agli stranieri). Ho da sempre una passione per l’insegnamento, così, quando nel Marzo del 2008 ho letto l’annuncio di una scuola di italiano per stranieri che cercava un insegnante, ho colto subito l’occasione. 

Amo il mio lavoro e trovo che il mio background di Psicologia mi aiuti moltissimo nel farlo al meglio possibile! 

L’insegnante è un personaggio pubblico, quindi è geloso della propria vita privata. Ma puoi raccontarci qualcosa…di inatteso, di divertente, di interessante? Promettiamo di non dirlo a nessuno…

In generale, credo di avere un animo artistico da sempre non completamente espresso. Amo la musica (suono la chitarra e un po’ di pianoforte e ho studiato canto), mi piace molto scrivere (il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro), mi piacciono tutte le cose creative (soprattutto cucinare, disegnare e scattare fotografie) e – ma questo non è un mistero per i miei studenti! – mi piacciono molto il fitness e lo sport. 

L’insegnante è un personaggio sempre in vista: qual è il tuo outfit preferito?

In generale, vesto molto casual (un paio di jeans e un maglione), ma dipende dai giorni. Qualche volta, mi piace vestirmi un po’ più elegante e indosso abiti e colori più ricercati. Tuttavia, se venite a scuola a cercarmi, molto probabilmente mi troverete con i miei jeans e il mio maglione preferito. 

La domanda con l’imperfetto: com’eri da piccolo?

Di certo ero un bambino molto tranquillo. Mi piaceva molto leggere, disegnare e giocare con il Lego. Ero un bambino timido, silenzioso e un grande osservatore. Avevo (ed ho!) una grande immaginazione e cercavo già di esprimere la mia creatività disegnando storie ed inventando personaggi. Adoravo ascoltare e leggere le favole (le mie preferite erano quelle russe) e già da piccolo amavo moltissimo la musica: ascoltavo Michael Jackson e Madonna già quando avevo 5 o 6 anni! 

La domanda con il condizionale: cosa faresti con un milione di euro?

Prima di tutto, comprerei una casa con il giardino immersa nella campagna toscana. In questa casa, avrei un bellissimo studio che riempirei di libri, arte moderna e musica. Mi piace la vita tranquilla, ma credo anche che viaggerei molto e visiterei posti in cui non sono mai stato. Infine, sicuramente risparmierei un po’ di quei soldi dopo averne dati un po’ alla mia famiglia. 

La domanda con il verbo piacere: cosa ti piace del tuo lavoro?

Mi piace molto conoscere culture diverse ma, soprattutto, amo stare con le persone e adoro la compagnia degli studenti e ascoltare i racconti dei loro paesi, delle loro abitudini e di quello che non conosco delle loro tradizioni.
Insegnare è un lavoro che lascia un po’ di spazio alla creatività, che per me è molto importante. Inoltre, amo insegnare e trasmettere la passione per l’italianità e per la mia cultura. Infine, insegnare è per me molto divertente e ho scoperto così che, se si ha un lavoro che si ama, in realtà sembra di non lavorare mai! 

A Teacher’s Diary – Episode #1

Teaching your own language to foreigners is, most of the time, one of the best experiences you can make. Not only can you approach different cultures and, consequently, new ways of relating to people, but you also end up having lots of fun in the process.
After 12 years in the field, I have now developed very useful skills on how to relate to students of different nationalities based on what I know they are usually more oriented to and what their expectations are.

When I train new teachers during their internships, they always end up telling me that teaching is very funny and enjoyable. Considering my personal style of teaching, they are right. 

Teaching is funny and enjoyable, most of the time.

Giving a seminar on Italian Gestures opened the doors to a whole new set of skills for me.

In fact, there are challenges and pitfalls you will encounter and, as far as I know, no teacher has ever become good at his job without facing them and, yes, sometimes, even getting hurt in the process.

First comes education

Having studied Psychology, many of the topics I have delved into referred to neurobiology, memory, attention, perception, social learning, group management and much more. 

So, when I first entered a classroom, even if I didn’t have a specific education aimed at teaching Italian to foreigners, I have immediately understood what tools I needed and how I had to use them. 

Though, later, I have discovered that, in order to make progress, a lifelong learning process becomes necessary. The study of Foreign Language Teaching is very important. Learning new techniques, new ways to teach structures and new words, all this is essential. It all starts with a good knowledge of Italian from your side, sure, and it becomes a very useful tool in your hands every time you enter the classroom. A good teacher is, first of all, a good and organized student.

In my opinion, if you want to succeed at teaching, the first step is becoming acquainted with some elements of Psychology and Foreign Language Teaching.

Be present for your students, communicate and reinforce your connection with them.

Though, if all the papers and all the education can give you the tools, once you enter the classroom and face your students, it’s up to you to “make it happen”.
A good teacher is first of all someone with good communicative skills. You could know everything about what to do in order to make your students proficient, but if you don’t add any human touch, if you don’t become relatable for them, if you don’t make any effort to be a living instrument of education, if you don’t offer them a safe space where they can feel free to make mistakes and laugh at themselves, you will still achieve your goal, sure, but you will still miss something.

Caring for the affective side of learning is a core skill that you must develop in order to become effective in your teaching.

A smiling student is, for me, a student who learns twice as fast!

No wonder, in fact, that the existence of what is called an affective filter has been discovered more than 30 years ago. It means you can do everything “by the book” but if you don’t take care of your students emotions, they will raise a wall so thick that none of your amazing teaching techniques will ever be able to penetrate it.

Still, as prepared as you will be, both with your education and with your psychological setting, challenges will come and the most important thing to know about it is that you cannot predict them. Whatever happens, there are a few tools you might use in order to win.

  1. Be open to change your teaching schedule based on the students pace and needs. You don’t need to rush things; always remember that a well-acquired skill  is better than ten skills whose function the student ignores. Aim for quality, not quantity.
  2. Be creative and brave enough to leave the path designed by the manual, sometimes. Manuals seem usually the best thing because they offer teachers all the lessons already prepared, audios, activities, grammar exercises. They come in handy if you have those 10 minutes left and don’t know what to do. Well, as perfect as they can be, they cannot take your place: it’s you who knows best what your students need and what activities they might like (or even dislike) more.
  3. Check yourself after each and every class. “Have I done everything I could?” is not the question intended, here. Not because it is useless, but because it is not specific. Focus on the proportion between grammar and conversation. Who has spoken more in class? How many new words have you given? Were they enough or maybe too much? How much effort have you done to make the students use those new words and structures in conversation? These are the smart questions that will help you improve.
  4. Look for chances to share opinions and techniques and suggestions. Whether it is those five minutes in front of the coffee machine or a whole lunch spent with your colleagues (especially the more experienced ones), always look for chances to share and learn something new. Maybe it is that activity you had never thought about or that suggestion that you never received: everything concurs to your own development and growth, whatever your teaching experience is.

Should you have any idea or any suggestion, or even recommendation, please feel free to share it here and to keep in touch with us! 

Caccia all’uovo!

Anche se il proverbio italiano dice “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!” … vista la situazione, quest’anno passeremo necessariamente la Pasqua a casa in famiglia!! E dato che la Pasqua si avvicina, allora perché non organizzare una caccia al tesoro a tema con i vostri bambini?

E’ una versione di un gioco classico e molto semplice! Con poche cose e un po’ di fantasia potete organizzarla in casa vostra! E praticare, divertendovi, un po’ di lingua italiana…

Avete bisogno solo di:

-cartoncino bianco

-colori

-forbici

1) Insieme ai vostri bambini disegnate tante forme di uova sul cartoncino bianco. Poi decorate le uova. I temi per la decorazione possono essere tre: con i numeri da 1 a 10;

con i colori (rosa, rosso, blu, azzurro, verde, giallo, arancione, viola, bianco e nero);

con dieci diversi animali (a scelta tra ad esempio cane, gatto, gallina, mucca, elefante, rana, panda, maialino, coccinella, scimmia, pesce, pecora…).

Alla fine ritagliatele!

2) Mentre i vostri bambini non guardano, nascondete le uova in giro per tutta la casa…

3) Con i bambini stabilite delle indicazioni che potete usare. Ad esempio dei verbi all’imperativo (cerca!, trova!, va’! guarda! corri!) o delle indicazioni di spazio come:

sopra

    sotto  

                dentro        

davanti   

   dietro 

4) E adesso… pronti, attenti, via!! I bambini hanno 5 minuti di tempo per trovare l’uovo rosa!! e poi 5 minuti di tempo per trovare l’uovo verde! e così via fino a quando avranno trovato tutte e dieci le uova.

5) Alla fine del gioco ricordate sempre di consegnare un premio ai bambini!! è importante per loro avere  una gratificazione non per il risultato, ma per l’impegno! Basta qualcosa di semplice: un biscotto, una caramella, delle gomme da masticare, un lecca lecca o, per restare in tema, un ovetto di cioccolato!

Cari genitori, con questo piccolo gioco il Family Club vi augura buona Pasqua e se vi siete divertiti a giocare con noi, fatecelo sapere e magari mandateci qualche foto delle vostre uova!!

A day in Pisa

Processed with VSCO with x1 presetWhile thinking of Pisa everyone immediately thinks of the leaning tower. Last week, Scuola Toscana offered an activity to go on an adventure on saturday morning, namely to Pisa. We all took the train and drove to Pisa for approximately one hour. After that, Maria, a school’s professor took us to all the important and interesting places of Pisa. We saw different works of art and learned a lot about the history of Pisa. Maria gave us also different kind of tips for restaurants, bars and places to visit. We walked all together to the famous Piazza dei Miracoli where we all admired the worldwide well-known leaning tower of Pisa. Afterwards we all could choose whatever we wanted to do and got time for some shopping and to visit one or the other museum. It was a very funny and instructive adventure that we all won’t forget. Thanks to Scuola Toscana we got the possibility to see an other place, to visit it and to live it.

A night in a museum – Palazzo Vecchio

Everyday Scuola Toscana offers interesting and exciting activities led by a distinguished staff. On the 21st of May, Caterina, a school’s professor, brought some of us students to the fascinating and wonderful Palazzo Vecchio in Piazza Signoria, which is the town hall of Florence. The tour started at 8 o’clock in the evening, and everyone waited excitedly in front of this huge palace. When standing in front of this building, I felt like being minuscule and the palace had a very powerful effect on me. We started in the famous and universally known room – Salone dei Cinquecento, the most imposing chamber of the palace. This room was featured by the sublime Giorgio Vasari on behalf of Grand Duke Cosimo I, who wanted it as seat of the Grand Council consisting of 500 members. Inside this chamber you can find hundreds of paintings and statues, among others also from Michelangelo. The rest of the palace served as residence for Duke Cosimo and his large family. The Palazzo Vecchio reveals a lot of secrets and mysteries when being there. It is a very amazing and wonderful palace, that for sure is worth a visit. These days, the palace serves as museum and as seat of the mayor of Florence. Visiting a museum by night is an unforgettable adventure and has even a bigger impact than by day. Once in your lifetime you must have experienced such a thing.

Scuola Toscana auf Entdeckungsreise im Haus Buonarroti

Wenn man an Florenz denkt, denkt man autmoatisch an den allbekannten Michelangelo, an seinen David, seine Gemälden und Skulpturen. Jedoch gibt es nur wenige, die das Museum “Casa Buonarroti” kennen. Eines der ausschlaggebendsden und interessantesten Museen in Florenz. Einige stellen sich jetzt klarerweisse die Frage, was dieses Museum wohl so Besonderes beinhaltet? Casa Buonarroti ist tatsächlich das ehemalige Haus des bezaubernden Künstlers Michelangelo Buonarroti. Ein Teil dieses Hauses wurde von seinem Urenkel in ein Museum verwandelt, welches natürlich Michelangelo gewidmet ist. Es beinhaltet zahlreiche Skulpturen und Werke von Michelangelo aber auch einige seines Urenkels und anderer bekannter Künstlern, wie zum Beispiel Werke von Artemisia Gentilleschi. Einer der Räume ist besonders und wird auch oft als Schatztruhe von Casa Buonarotti bezeichnet wird. Er beinhaltet zwei Marmorreliefs welche aus dem Jahr 1492 stammen. Diese waren Michelangelos ersten Werke, die er im Alter von 16 und 17 Jahren schuf. Eines dieser Werke, Madonna della Scala, war das allererste Werk Michelangelos und stellt die Jungfrau Maria mit Jesus als Neugeborenen dar. Das besondere daran ist, dass Michelangelo ,in seinem ersten Werk, Jesus als Neugeborenen darstellt . Hingegen stellt Michelangelo, in seinem letzten Werk, den Tot Jesus, als Pietà, dar. Dieses könnte den Lauf des Lebens darstellen, welcher auch auf das Leben Michelangelos übertragbar ist. Somit fängt Michelangelo in seinen ersten Kunstwerken mit Jesus als Neugeborenen an und hört am Ende seines Lebens mit dem Tod Jesus auf. Kommen auch Sie nach Florenz und begeben sich auf die geheimnissvollen Spuren Michelangelos, und lassen sich verzaubern von seinen beeindruckenden Kunstwerken.

Attività della Scuola Toscana dal 16.07.2018 al 21.07.2018

16.07.2018  Giro di Orientamento, con Mariella, alle ore 16.00 davanti alla Scuola Toscana

18.07.2018  visita di Palazzo Vecchio in notturna, con Caterina, alle ore 20.00 davanti alla Scuola Toscana

19.07.2018  Andiamo sulla barchina sul Arno, con Mariella, alle ore 16.30 davanti alla Scuola Toscana

20.07.2018  Il Tiramisù, con Caterina, facciamo il tipico dolce italiano insieme, alle ore 16.00 a scuola, prezzo euro 6.–

21.07.2018  Andiamo insieme con Caterina a Siena, la città gotica della Toscana, alle ore 8.30 con la Sita in via Santa Caterina da Siena